IL COTTO DI IMPRUNETA

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La terracotta è il più antico materiale usato dall'uomo per la conservazione del vino. Usare le anfore da vino in terracotta oggi significa riscoprire una tradizione antica di millenni.

 

La produzione di giare, orci, anfore, mattoni e tegole in argilla è una tradizione antichissima a Impruneta dove da sempre il mestiere del Fornacino si tramanda di generazione in generazione.

 

Creare giare per la vinificazione è un tutt'uno con la vita stessa.

Tutte le Giare che nascono dalle nostre mani sono come figli, che ad ogni fase necessitano di continue e costanti cure. Questi manufatti ben lungi dall'essere semplici pezzi di terra inerte si rivelano invece all'occhio attento assai vivi: mutano, attraversano criticità, guariscono, perdono e ritrovano il loro equilibrio, necessitando così di continue attenzioni.
 Giorno dopo giorno questo mestiere si fonde con la vita e così oggi è parte fondamentale della vita di Massimo: ogni anfora, ogni orcio è un’opera unica e le sue giare, ovunque abitino, rimarranno per sempre le “sue” Giare.

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TERRA, ACQUA, ARIA, FUOCO.

"Creare è dare una forma al proprio destino." (Albert Camus)

FASI DI LAVORAZIONE

La Terra

L’argilla, chiamata anche galestro da secoli caratterizza e plasma il territorio di Impruneta rendendolo unico al mondo. Questa terra risulta essere talmente pura da meritare l’appellativo di terra turchina per le sue sfumature che virano al turchese. La terra di Impruneta è l’unica argilla utilizzabile al suo stato naturale.

Macinatura:
Durante il periodo estivo l’argilla viene lasciata asciugare al sole, una volta che è ben essiccata si tolgono tutte le impurità come sassi o residui, infine possiamo procedere alla macinatura, che avviene all interno di un mulino molto simile a quello per la farina.

Impasto:
Una volta che l’argilla viene polverizzata possiamo iniziare a preparare il nostro impasto che ci servirà per la costruzione delle Anfore. Prendiamo la nostra polvere di argilla, la mettiamo nell’impastatrice e aggiungiamo circa il 10% di acqua.
Mentre nei comuni procedimenti industriali l’impasto è composto da mix e miscele create artificialmente. Il nostro impasto è l’unico ad essere completamente naturale ed è formato semplicemente da terra e acqua. Una volta che l’impasto è pronto possiamo iniziare a creare.

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Il Colombino

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La lavorazione più antica e difficile da realizzare è la tecnica del Colombino. La Fornace Carbone è tra le ultime sopravvissute in Italia in grado di costruire completamente a mano le giare senza alcun uso di calchi stampi o forme. Una volta che l’impasto è pronto iniziamo a preparare dei bachi di terra chiamati lucignoli i quali vengono poggiati l’uno spora l’altro a spirale sovrapposta, circa 20 cm al giorno. Con questa antica tecnica, l’artigiano gira intorno alle giare e senza alcuno strumento se non l’occhio scrupoloso del maestro vengono piano piano costruite. Ogni Giara è quindi un pezzo unico. Per costruire un Anfora, Pallò o Orcio di medie dimensioni occorrono circa 3/4 settimane.

Essiccazione

Una volta che gli orci e le anfore sono stati realizzati passano alla fase assai critica della essiccazione. Durante questa fase il 10% di acqua inizialmente inserita nell'impasto deve lentamente evaporare. Le Giare si riducono così dall'8 al 10% del volume iniziale. I tempi di essiccazione variano a seconda della dimensione dei manufatti e delle stagioni, si va da un minimo di 3 settimane a un massimo di 1 mese e mezzo. In questa fase le giare cambiano lentamente colore fino ad assestarsi sul grigio chiaro ovvero il colore originario della terra macinata. È di capitale importanza che l’essiccazione abbia luogo secondo i rigorosi dettami dell'arte per evitare il verificarsi di fratture, screpolature o altri inestetismi.

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Cottura

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Le nostre giare sono finalmente pronte per essere cotte. Il processo dura una settimana, la temperatura raggiunge i 1000° per poi scendere lentamente fino al completo raffreddamento. Le anfore vengono inserite grigie e magicamente, dopo circa 75 ore, escono dal forno con il colore rosso tipico del cotto Imprunetino.
Per una perfetta cottura tradizionale la vera argilla di Impruneta, a differenza di altri impasti, deve arrivare a 1.000° facendo attenzione a non raggiungere il punto di fusione a circa 1.150°.
La temperatura di cottura dipende solo dalla tipologia di terra utilizzata.

Bagnatura

Infine ogni Anfora o Orcio viene bagnato con abbondante acqua per garantire una lunga durata nel tempo ed un’elevata resistenza al gelo. La Terra di Impruneta è l’unica che terracotta che non si deteriora nel tempo.

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"Le giare uscite dal mio forno resteranno per sempre le mie giare."

Massimo Carbone